Dal recupero dei “roccoli” alla tutela di flora e fauna. Così la Fondazione Pianspessa si fa custode della biodiversità

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Non possiamo più permetterci un turismo “distratto” rispetto ai temi ambientali. Allo stesso tempo sappiamo quanto la sostenibilità stia diventando una leva strategica per il settore, detto in altre parole: le destinazioni sostenibili non solo diventano più interessanti per i visitatori ma attraggono turisti più attenti e consapevoli.

In Svizzera da alcuni anni è stato avviato il piano “Swisstainable” che classifica e riconosce le destinazioni, le attrazioni e le strutture che rispettano alcuni criteri di sostenibilità reale come l’attenzione all’ambiente, l’utilizzo di prodotti del territorio, la riduzione di sprechi e i comportamenti responsabili.

La ferrovia del Monte Generoso, che pochi giorni fa ha presentato le novità della stagione turistica, ha ottenuto diverse certificazioni (sia nell’ambito di Swisstainable che di altre realtà altrettanto rilevanti come la certificazione delle zone verdi lungo la linea ferroviaria, rilasciata dalla Fondazione Natura ed Economia) e ne ha fatto un elemento centrale della sua filosofia di sviluppo.

Questo angolo del Ticino non è soltanto una meta panoramica tra lago e montagne, ma anche un patrimonio ambientale e culturale da conoscere e proteggere. Questo messaggio è portato avanti anche dalle realtà che collaborano con la Ferrovia come la Fondazione Pianspessa, impegnata nella valorizzazione di un’area che, come spiegato dal suo presidente, da Luca Cereghetti:

«È considerata tra le più significative del territorio ticinese. Il Monte Generoso è infatti riconosciuto come parco naturale e rappresenta un luogo dove biodiversità, storia e presenza umana convivono da secoli. L’obiettivo della Fondazione è tutelare l’importanza naturalistica, storica e culturale di questa zona, promuovendo al tempo stesso una maggiore consapevolezza sul valore del paesaggio».

Luca Cereghetti - Fondazione Pianspessa
Luca Cerighetti – Fondazione Pianspessa

Tra i temi centrali dell’attività della Fondazione c’è la salvaguardia della fauna e della flora locali, elementi che rendono unico questo ambiente montano. Ma non solo: il lavoro dell’organizzazione ticinese punta anche a rafforzare quella relazione umana profonda che da sempre lega le comunità al territorio, fatta di tradizioni, conoscenze e rispetto per la natura.

Uno dei progetti simbolo riguarda il recupero dei roccoli, strutture agricole cadute in disuso ma un tempo diffuse nelle aree alpine e prealpine. Uno tra gli esempi più importanti del Ticino si trova proprio sul Monte Generoso. I roccoli venivano utilizzati per la cattura degli uccelli migratori, pratica che in passato era legata anche alla necessità di proteggere le coltivazioni.

«Oggi – precisa Cereghetti – queste testimonianze assumono un nuovo significato: non più strumenti di caccia, ma memoria storica di un rapporto antico tra uomo e ambiente. Recuperarli significa conservare una parte dell’identità locale e trasformarla in occasione di conoscenza per residenti e visitatori».

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