Nascosta ai margini del bosco, poco distante dal centro abitato, troviamo un luogo che sembra uscito da un’altra epoca — pietre antiche, silenzi profondi, luce che filtra tra gli alberi. Sono le rovine della Pieve di San Martino, nella frazione di Gattico, comune di Gattico-Veruno nel Novarese.
Bastano pochi passi nel silenzio per sentirsi trasportati in un altro secolo e non stupirebbe se spuntasse un fantasma da un momento all’altro tra le pietre delle rovine…



La storia di questo luogo è lunga quasi mille anni. La pieve compare già in una bolla papale del 1113 e nel corso del XII secolo il suo arciprete è testimone della consacrazione di diverse chiese della zona. La sua identità come sede pievana viene però fissata nero su bianco solo nel 1357, nel Liber Cleri. Da allora, lento e inesorabile, è arrivato l’abbandono: nel 1677 il vescovo Meraviglia la trovò in pessimo stato, e da lì in poi è evidente come la natura se ne sia ripresa la struttura.
Eppure ancora oggi, in questo luogo si respira un passato lontano.
Ci sia arriva a piedi oppure in auto, uscendo dal paese e percorrendo via San Martino (seguendo le indicazioni che rimandano ai ruderi). La pieve si trova accanto a un’area con tavolini e vicino alla strada che conduce nel bosco alla quale si collegano diversi itinerari alla scoperta di questo angolo del Novarese.






Estremamente suggestiva, anche in un giorno di pioggia come quello in cui abbiamo scattato le foto, la pieve si può ammirare generalmente soltanto dall’esterno… Di quello che era la chiesa, restano ora le tre navate, tre absidi semicircolari, sei arcate su massicci pilastri quadrati e una muratura in blocchi di pietra squadrata che racconta ancora la solidità romanica dei secoli XI e XII. Non c’è il tetto, né un pavimento — solo il cielo al di sopra, e intorno il bosco.
Negli ultimi vent’anni i lavori di consolidamento hanno restituito dignità al sito, ma soprattutto quella sensazione rara: stare dentro qualcosa di antico, ancora vivo.


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