Cala la sera a Mendrisio, le luci dei lampioni si spengono, le strade si riempiono di silenzio, e poi, lentamente, il buio viene allontanato da una luce soffusa e calda. È quella dei “Trasparenti”, grandi quadri luminosi – quelli più antichi sono di lino dipinto – appesi alle facciate delle case e tesi tra i vicoli del centro storico. Nel cuore del Ticino, al confine meridionale della Svizzera, ogni anno nella settimana che precede la Pasqua, il borgo storico di Mendrisio si trasforma.

Le processioni della Settimana Santa si svolgono all’interno del borgo di Mendrisio nelle sere del giovedì e del venerdì che precedono la Pasqua. Un appuntamento che consigliamo di abbinare a una visita alla Regione del Mendrisiotto e che ogni anno richiama visitatori da tutta la Svizzera italiana e non solo, e che dal 2019 ha ottenuto l’iscrizione nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO. Questa tradizione ha solide radici nel passato, documentate già dalla seconda metà del XVII secolo.
Effettivamente, ciò che rende originale e unico questo momento nella cittadina ticinese è proprio qualcosa di intangibile, la dimensione comunitaria e di popolo del rito. I figuranti interpretano il proprio ruolo con grande responsabilità e coinvolgimento: sono centinaia di cittadini del luogo che di anno in anno partecipano a questo rito che coinvolge anche le famiglie e i bambini. Un gesto di appartenenza che porta anche chi non vive più nella cittadina a tornare a Mendrisio in occasione della Pasqua per vivere la speciale atmosfera che caratterizza queste giornate. Anche la macchina organizzativa è impressionante e richiede molto lavoro per far sì che tutto funzioni al meglio (immaginate anche solo lo sforzo per far arrivare e “ospitare” decine di cavalli che raggiungono Mendrisio a supporto dei cavalieri della rappresentazione).
Il consiglio: passeggiare tra le vie del borgo, seguendo le luci. Per i turisti e visitatori quello che colpisce non è solo l’aspetto spettacolare delle processioni ma anche la particolare atmosfera che si respira nel centro e quel senso di spiritualità donato dai Trasparenti che illuminano le vie del paese. Se c’è l’occasione, approfittate di momenti di tranquillità per ammirare gli allestimenti e anche il contrasto tra le opere più antiche e quelle moderne.
Da sapere: purtroppo c’è un solo limite e non dipende dagli organizzatori. Gli eventi più scenografici della Settimana Santa si svolgono principalmente all’aperto e in caso di maltempo (e questo periodo è molto variabile cadendo la Pasqua solitamente in aprile) possono essere cancellati o rivisti. E per questa condizione non c’è possibilità di decidere anticipatamente…
Rito, fede e tradizione popolare: l’origine delle processioni e l’art dei “Trasparenti”
Le sacre rappresentazioni hanno origine antichissima con alcune tracce risalenti al Medioevo. In Svizzera nascono con le confraternite religiose che animavano la vita devozionale dei borghi ticinesi. La processione del Giovedì Santo è nata per volere della Confraternita del Santissimo Sacramento, mentre quella del Venerdì grazie all’Ordine dei Servi di Maria. Nel corso dei secoli la tradizione si è evoluta, i cortei si sono arricchiti di nuovi elementi, e oggi è un comitato cittadino — la Fondazione Processioni Storiche di Mendrisio — a occuparsi dell’organizzazione. Ciò che non è cambiato è il senso profondo dell’evento: una comunità intera che si ferma, si raccoglie, e rievoca la Passione di Cristo attraverso gesti, costumi e luci.
Prima ancora che le processioni abbiano inizio, la settimana si apre con il Settenario, una cerimonia religiosa durante la quale si celebrano i Sette Dolori di Maria. È in questa cornice spirituale che si inserisce poi il grande spettacolo collettivo dei giorni successivi.
Il Giovedì Santo: la Funziun di Giüdee
Al calare del sole del Giovedì Santo, il centro storico si anima con la Funziun di Giudée, una vera e propria rappresentazione teatrale all’aperto, con oltre 200 figuranti e 40 cavalieri. Al tramonto, il corteo dei figuranti attraversa il centro rappresentando la salita al Calvario.
La sfilata è caratterizzata dalla mancanza di dialoghi tra i personaggi, i quali si limitano a esprimersi tramite gesti e atteggiamenti silenziosi. Tra i dettagli che rendono questa processione memorabile c’è anche una nota di mistero. L’identità dell’interprete di Gesù rimane segreta fino all’ultimo, secondo una tradizione legata a un’antica leggenda locale.
Il Venerdì Santo: l’Enterro
La processione del venerdì è austera e solenne: vi partecipano oltre settecento persone suddivise in membri delle due confraternite e delle associazioni religiose. Questa processione, conosciuta anche come Enterro o Entierro — sepoltura — ha origini che potrebbero essere ancora più antiche di quella del giovedì. Al centro della processione vi sono le statue barocche del Cristo morto e della Vergine Addolorata, che vengono portate in silenzio per le vie del borgo, illuminate dalla luce soffusa della sera e dai “trasparenti”. Tre corpi musicali accompagnano la sfilata, intonando brani funebri di grande suggestione.
I trasparenti: la luce soffusa che racconta secoli di devozione, arte e artigianato













Immaginate i lampioni delle vie del centro che si spengono lasciando il testimone a una serie di lampade artigianali che si illuminano e donano ai vicoli del borgo una luce calda e soffusa. I Trasparenti creano un’atmosfera mistica e sono l’elemento più caratteristico e visivamente straordinario di entrambe le processioni. Si tratta di dipinti traslucidi in tela o lino, montati su “casse” illuminate dall’interno, di forme e dimensioni diverse, che sovrastano il percorso della processione e raffigurano episodi del Vangelo o dell’Antico Testamento. Eseguiti con una speciale tecnica risalente al Settecento, i “trasparenti” sono caratteristici delle processioni e rappresentano un elemento fondamentale della candidatura UNESCO.
Il consiglio: se possibile, è quello di visitare il centro e i luoghi devozionali accompagnati da una guida locale.
Il Museo del trasparente di Mendrisio
Molte di queste opere si possono ammirare al Museo del Trasparente di Mendrisio. Quelli con le forme più strane sono quelli più antichi, mentre quelli lineari sono stati creati successivamente. Il museo rappresenta un accesso privilegiato a questa tradizione anche per chi non può essere presente durante le processioni: le tele esposte raccontano secoli di devozione, ma anche di manualità artigiana e di storia artistica locale.
Oltre alla componente religiosa, le processioni hanno anche un importante aspetto artigianale e artistico: la fabbricazione di lanterne e di “trasparenti”, quadri luminosi che costellano il percorso delle processioni con motivi simbolici o biblici. Alcuni oggetti centenari sono conservati ancora oggi e utilizzati insieme a creazioni più contemporanee.
L’edizione 2026
La prossima edizione si terrà giovedì 2 e venerdì 3 aprile 2026. Per chi vuole scoprire Mendrisio al di fuori della Settimana Santa, il Museo del Trasparente rimane aperto e visitabile durante tutto l’anno, offrendo uno sguardo permanente su questa tradizione unica nel panorama europeo.
Per approfondire:
Guide:
Anastasia Gilardi – Le processioni della Settimana Santa di Mendrisio
Mauro Paolocci – Racconto di una notte (per bambini)
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