Ritagli che diventano visioni urbane pop, al Musec di Lugano la mostra dell’artista cinese Zhang Hong Mei

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Fabric of the City Zhang Hong Mei

Il MUSEC di Lugano si prepara ad accogliere una delle voci più interessanti dell’arte contemporanea cinese. Dal 19 marzo al 5 luglio 2026 lo Spazio Cielo di Villa Malpensata ospiterà “Fabric of the City“, la nuova mostra dedicata a Zhang Hong Mei, artista capace di trasformare tessuti di carta e tessuto in straordinarie panoramiche urbane.

Con una carriera ventennale e un linguaggio visivo del tutto unico, Zhang Hong Mei ha saputo costruire un ponte poetico tra la tradizione popolare cinese e la sperimentazione contemporanea. Un’occasione da non perdere per immergersi in un universo fatto di colore, materia e stratificazioni — tanto visive quanto emotive.

Il lavoro di Zhang Hong Mei (n. 1973) sarà presentato attraverso oltre trenta opere, tra tele e sculture appartenenti alla sua più recente produzione artistica, molte delle quali esposte per la prima volta al pubblico. Nell’arco della sua carriera, Zhang Hong Mei si è dedicata alla sperimentazione dei più diversi linguaggi: dalla pittura alla performance, passando per la scultura, la video arte e le installazioni ambientali.

Seguendo la sua acuta sensibilità, ha saputo rielaborare in chiave moderna le tecniche pittoriche tradizionali, ritagliandosi uno spazio unico nel panorama dell’arte contemporanea cinese. La sua cifra stilistica è il risultato dell’intersezione di due importanti elementi: da una parte la passione per il design tessile, su cui si è focalizzata la sua formazione accademica iniziata in Cina e proseguita in Italia; dall’altra, il legame con la pratica del paper-cutting, il tradizionale ritaglio di carta, radicato tanto nella sua memoria personale quanto nella storia dell’arte popolare cinese. Il titolo dell’esposizione curata da Massimiliano Vitali, ricercatore del MUSEC, allude al tessuto («fabric») in senso stretto, il materiale privilegiato delle creazioni di Zhang Hog Mei, e al concetto urbanistico e sociologico della stratificazione urbana e sociale delle città.

Dietro alle intricate composizioni tessili della serie City, cuore del progetto espositivo, si nascondono infatti le riflessioni e i sentimenti generati in Zhang Hong Mei dalla quotidiana frequentazione delle grandi metropoli cinesi.

Nelle tele presentate a Lugano, frammenti di stoffa rossa, gialla, verde, blu o nera, minuziosamente ritagliati e incollati secondo sofisticati progetti compositivi, si ricompongono negli occhi dell’osservatore in vertiginose visioni urbane. Il tessuto si fa così macchia di colore e, come Lugano, i mosaici o i paesaggi puntinisti, le opere di Zhang Hong Mei invitano a osservarle anche da vicino, raggiungendo quella prossimità dove la figurazione svanisce e la materia si svela.

Arricchiscono il percorso espositivo alcune sculture, realizzate da Zhang Hong Mei nel 2013, in cui il sapiente gioco del ritaglio si trasferisce dai tessuti alle lamine di acciaio, sagomate e ripiegate come carte sottili per dare vita a intriganti architetture astratte. Zhang Hong Mei trae forte ispirazione dall’arte popolare del ritaglio di carta, che lei stessa ha praticato durante l’infanzia. In Cina tale tradizione ha origini molto antiche. Ancor prima dell’invenzione della carta, foglie, lamina d’argento o d’oro, seta e cuoio erano infatti utilizzati per ricavarne dei motivi intagliati.

L’artista Zhang Hong Mei

Il diffondersi della carta ha reso questa pratica sempre più popolare. Della misura di un palmo di una mano o poco più, i ritagli più comuni erano realizzati con carta di colore rosso tagliata con forbici o taglierini. Le opere così create erano per lo più incollate alle finestre in occasione di matrimoni o del Capodanno cinese, come decorazioni benaugurali. Dieci carte ritagliate della metà degli anni 1950, appartenenti alla Collezione Ceschin Pilone del MUSEC, sono esposte a corredo delle opere di Zhang Hong Mei. L’ambientazione sonora di Fabric of the City accompagna il percorso espositivo creando un dialogo sinestetico tra immagini e suoni. I brani selezionati, caratterizzati da forme essenziali e stratificazioni sonore, rispecchiano la struttura frammentata e sovrapposta delle opere in mostra, offrendo al pubblico un’immersione coerente nell’universo urbano evocato dall’artista.

Più informazioni:

MUSEC – Museo delle Culture Lugano

Villa Malpensata, Riva Caccia 5 / Via G. Mazzini 5, Lugano

+41(0)58 866 69 60/67

www.musec.ch

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