Se c’è una cosa di cui i libri hanno paura è senza dubbio il fuoco. Quella fiamma che non solo distrugge la carta ma cancella parole, personaggi, trame, sentimenti, memoria e soprattutto idee e ideali. Alla Kasa dei Libri – collegandosi all’idea del fuoco della torcia olimpica – si è deciso di dare una lettura diversa, invitando le persone a riflettere guardando, non solo agli episodi più bui del passato ma anche al presente in cui viviamo.
“La torcia che brucia” è il titolo della mostra in programma fino al 5 marzo alla Kasa dei Libri di Milano.
Il percorso è dedicato ai roghi di libri, con un focus sul rogo di Berlino del 1933, sull’“arte degenerata” e sull’esperienza della casa editrice Querido Verlag, che ad Amsterdam pubblicò oltre cento libri banditi dal nazismo, tra cui quelli di Einstein e Thomas Mann.
Quella della Querido Verlag, fondata ad Amsterdam dall’editore olandese Emanuel Querido (ebreo sefardita, morirà con la moglie nel 1943 nel Campo di sterminio di Sobibór) e dal direttore editoriale tedesco emigrato nei Paesi Bassi Fritz Landshoff, è una storia di estremo coraggio e amore per la letteratura. Tra gli autori pubblicati figurano Thomas Mann, Heinrich Mann, Erich Maria Remarque, Joseph Roth, Alfred Döblin, Anna Seghers e Albert Einstein, tra molti altri. (Nella foto di copertina Andrea Kerbaker mostra uno dei libri “salvati” dalla Querido)

Già conosciuto come editore nel 1929, Querido trasferì la sua casa editrice a Laren, poco lontano da Amsterdam. Dopo l’ascesa del nazismo decise di fondare una nuova casa editrice, in lingua straniera. Non parlando tedesco entrò in contatto con l’editore Landshoff con il quale fondò la “Querido Verlag” che iniziò a pubblicare libri in lingua tedesca di autori banditi dalla Germania nazista.
Un’esperienza che si concluse con l’invasione nazista dei Paesi Bassi. I soldati chiusero la casa editrice e confiscarono i testi e gli archivi. Querido riuscì a nascondersi ma fu poi scoperto e catturato nel 1943 con la moglie. Furono uccisi nel campo di sterminio di Sobibór.

Gli autori italiani i cui libri furono bruciati dai nazisti
La mostra alla Kasa ricorda con una serie di libri anche gli autori italiani i cui testo finirono bruciati dai nazisti. Tra questi, Pietro Aretino, Giuseppe Antonio Borgese, Ignazio Silone e Mura (Maria Assunta Giulia Volpi Nannipieriunica), scrittrice e giornalista italiana e unica donna della lista. Tra gli autori sgraditi figura anche Emilio Salgari, le cui opere furono accusate di antimilitarismo dalla propaganda nazista.
La mostra “La torcia che brucia”, seuge la ricostruzione proposta da Fabio Stassi in “Bebelplatz” (@Sellerio, 2024).
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