Brolo, il paese dei gatti che si specchia sul Lago D’Orta

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Brolo, il paese dei gatti

Murales, quadri, piastrelle colorate, sculture e una dimensione del tempo e degli spazi decisamente… felina. Il piccolo borgo di Brolo, affacciato sul Lago d’Orta, ha un’identità originale. È noto come “il paese dei gatti” (e lungo le vie se ne incontrano tanti) ed è diventato negli ultimi anni una piccola galleria d’arte a cielo aperto.

Brolo, il paese dei gatti
Brolo, il paese dei gatti

Poco più di trecento abitanti, Brolo è una frazione del comune di Nonio (VCO) ed è situato sulla sponda occidentale del Lago d’Orta, a 420 metri di quota. Ad accogliere i visitatori troviamo un bel panorama e il monumento al gatto, la scultura che dal 2006 dà il benvenuto a chi raggiunge la piazzetta ai piedi del paese.

I richiami ai gatti sono ovunque, dall’arredo urbano ai muri delle case e si può percorrere un vero e proprio percorso dedicato che attraversa le vie del centro storico. Nei punti di interesse principale sono presenti delle cassettine di legno dove è possibile ritirare la mappa con l’itinerario per scoprire i monumenti e le opere più importanti.

Come Brolo divenne “il paese dei gatti”

La storia tra documenti e leggenda narra che a metà del Settecento gli abitanti di Brolo, allora ancora sotto la parrocchia di San Biagio di Nonio, decisero di chiedere alla Curia vescovile di Novara l’autonomia ecclesiastica. Il 10 ottobre 1756 si riunì il Consiglio della Comunità e i capifamiglia deliberano di fondare una parrocchia autonoma nella chiesa di Sant’Antonio Abate.

A Nonio però la notizia suscitò scetticismo e qualche sorrisetto e i più scettici risposero con un detto in dialetto che rimase nella memoria collettiva:

«Quand al vien parrocchia Brol / al ratt metarà su al friol»

— ovvero: quando Brolo diventerà parrocchia, il topo si metterà il mantello. Un modo per dire: mai.

Ci vollero più di dieci anni di attese e trattative eppure il 27 aprile 1767 il decreto arrivò. E a quel punto, secondo la tradizione, un gruppo di brolesi si recò nottetempo a Nonio per inchiodare sulle porte delle case dei maggiorenti un topo rivestito di un piccolo mantello — il famoso friol. Da allora, Brolo è conosciuto come il paese dei gatti.

Un soprannome che agli abitanti non è mai dispiaciuto e nel tempo è diventato un carattere distintivo forte. Nel 2006 è stato inaugurato il “monumento al gatto”, opera dello scultore locale Orlando Piazza, collocato in una piccola aiuola sulla terrazza affacciata alla strada provinciale. E negli anni seguenti sono arrivati gli altri decori: piastrelle, dipinti, piccoli decori e opere d’arte.

Una sosta curiosa da inserire negli itinerari del Cusio

Un consiglio: inserite Brolo in una visita più strutturata in questa zona a cavallo tra Vco e Novarese. Il paese si visita in poco tempo e non è male, ad esempio, come tappa per il pranzo. Ci sono dei locali e nella parte alta del borgo è presente un parco attrezzato con grandi tavoli e una bella vista sul Lago.
Brolo si trova anche lungo i sentieri che circondano il lago d’Orta (in particolare quelli del circuito Girolago)

Dal paese si raggiunge poi facilmente in auto Omegna dove ci si può fermare per una passeggiata sul lungolago o per una visita al Museo Rodari. In poco più di un quarto d’orta d’auto si arriva a Orta San Giulio, splendida località della sponda novarese.

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