Il Sasso Cavallazzo di Ranco: una passeggiata lenta, tra bosco, canneti e acque cristalline

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Sasso Cavallazzo Ranco

Nel Parco della Quassa, l’area naturale protetta tra Ranco e Ispra, si nasconde un angolo di natura autentica che permette di isolarsi, godersi un panorama aperto su lago e montagne e ammirare un vero monumento naturale. Un percorso semplice, adatto a tutti che si collega, volendo, ad altri sentieri della sponda lombarda del Lago Maggiore.

Mettiamo che siate alla ricerca di un luogo tranquillo, dove restare da soli a contemplare la natura ma senza dove camminare troppo o andare troppo lontano. Il Sasso Cavallazzo di Ranco è uno di questi: un luogo che rilassa lo spirito con la sua maestosità. Si tratta di una roccia imponente – un vero e proprio monumento naturale all’interno del Parco della Quassa – che attende silenzioso tra gli alberi e si specchia nelle acque del Verbano.

Prima ancora di essere una meta di passeggiate, il Sasso Cavallazzo è un testimone geologico straordinario. Questo masso erratico — chiamato in dialetto Sass Cavalasc — è di sasso serpentino ed è censito dalla Regione Lombardia come geotopo-monumento naturale. La sua origine risale all’era glaciale: è parte di una gigantesca frana che, scivolando sul ghiacciaio alpino, forse dalla zona del San Gottardo, finì per sparpagliarsi in questa fascia prealpina. Un fenomeno iniziato 60.000 anni fa e conclusosi circa 20.000 anni or sono, quando i ghiacciai si ritirarono lasciando dietro di sé i laghi e i massi che ancora oggi costellano il paesaggio di Ranco.

Il sasso è di forma parallelepipeda e misura cinque per otto metri in superficie, ma la sua parte interrata rimane incalcolabile: una porzione nascosta che contribuisce a tenerlo in piedi nonostante la sua inclinazione pronunciata. Fu descritto per la prima volta dal naturalista Antonio Stoppani, e il suo nome, secondo la tradizione popolare, deriva dalla sagoma della parte sporgente, che richiama vagamente la testa di un cavallo. Alla sua base, verso il lago, è visibile una “marmitta dei giganti”: una cavità cilindrica scavata dal vortice di acqua e ciottoli nel corso di millenni. Un dettaglio che vale la pena cercare con gli occhi una volta arrivati.

Come si arriva al sasso

Il punto di partenza più comodo è il parcheggio del Rugby, facilmente raggiungibile in auto. Da lì parte un sentiero ad anello che si immette subito nel bosco: un percorso tranquillo e silenzioso accompagnato soltanto dal suono della natura. In pochi minuti si arriva al Sasso e alla sua piccola spiaggia, un approdo naturale dove ci si può sedere, guardare il lago e godersi un panorama aperto, sul lago i canneti, la sponda piemontese e le montagne.

Un ambiente protetto e vivo

Il Parco della Quassa non è solo un’area verde: è un ecosistema tutelato, dove convivono boschi, zone umide e una fauna che, se si cammina con calma e silenzio, si lascia intravedere. Aironi, uccelli acquatici, insetti e piccoli abitanti delle rive rappresentano i veri residenti di questo angolo di lago. Chi ama l’osservazione ambientale troverà qui un terreno fertile, soprattutto nelle stagioni di transizione quando la vita selvatica è più attiva e curiosa.

Per chi vuole camminare ancora

Il percorso ad anello è accessibile e non richiede preparazione particolare, ma per chi ha voglia di allungare la passeggiata il Parco offre altre possibilità. I sentieri si ricollegano ad altri tracciati e alla ciclopedonale che scende direttamente fino al centro di Ranco, un borgo affacciato sul lago con tutto il fascino tranquillo dei paesi lacustri del Verbano.

Consigli pratici

  • Dove: Ranco (VA), Parco della Quassa. Il punto di partenza è il parcheggio del Rugby/Campo sportivo.
  • Difficoltà: Bassa. Adatto a famiglie, bambini e chi cerca una passeggiata rilassante.
  • Quanto dura: Pochi minuti per raggiungere il Sasso; più tempo se si sceglie di proseguire sulla ciclopedonale fino al paese.
  • Quando andare: Tutte le stagioni hanno il loro fascino, ma la primavera e l’autunno sono particolarmente magici per il paesaggio e la fauna. D’estate la spiaggia è libera e solitamente tranquilla ma è bene ricordarsi che si è in mezzo alla natura quindi occorre non solo essere attrezzati ma anche avere un’attenzione particolare all’ambiente e al rispetto del luogo.

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