IN UN WEEKEND – Da Santa Maria Maggiore al borgo scozzese di Gurro: due giorni di cultura e natura nell’Ossola, tra le Valli Vigezzo e Cannobina

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Due giorni tra monti, cultura e tradizioni. A Nord del Piemonte, al confine con la Svizzera, le valli Vigezzo e Cannobina raccontano storie sorprendenti che intrecciano tradizioni alpine e legami internazionali. Di seguito trovate un itinerario tra natura, cultura e borghi dal fascino senza tempo, dai profumi della “Valle dei Pittori” fino a un angolo di Scozia nascosto tra le Alpi.

Primo giorno: la Valle Vigezzo, tra luce e tradizioni

La Val Vigezzo, conosciuta come la “Valle dei Pittori” per la straordinaria qualità della sua luce che ha ispirato numerosi artisti, è il punto di partenza perfetto per un weekend slow nell’Ossola. Questa valle, che collega Domodossola a Locarno attraverso la ferrovia del Vigezzina, custodisce borghi affascinanti e tradizioni centenarie.

Il borgo di Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore: arte e memoria

Il cuore della valle batte a Santa Maria Maggiore, il comune più importante e ricco di storia. Qui merita una visita la Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini”, che dal 1878 forma artisti e mantiene viva la tradizione pittorica della valle. Poco distante si trova il Museo dello Spazzacamino, testimonianza toccante di un mestiere durissimo che per secoli ha portato i bambini della valle a lavorare nelle città europee. (Ogni anno a settembre in Val Vigezzo arrivano centinaia di spazzacamini da tutto il mondo in occasione del tradizionale raduno).

La Casa del Profumo: essenze di montagna

Tappa imperdibile è la Casa del Profumo “Feminis-Farina” a Santa Maria Maggiore, dedicata a Giovanni Paolo Feminis, il profumiere vigezzino che nel Settecento inventò l’Acqua di Colonia. Il museo racconta questa straordinaria storia attraverso alambicchi antichi, essenze e documenti storici, mostrando come da queste montagne sia nata una delle fragranze più famose al mondo.

Lo spazzacamino, tra i simboli di Santa Maria Maggiore

Re e il Santuario della Madonna del Sangue

Proseguendo nella valle, il borgo di Re custodisce uno dei santuari più frequentati e importanti del Piemonte. Il Santuario della Madonna del Sangue, edificato dopo un miracolo del 1494, domina il paese con la sua mole imponente e i suoi affreschi. La visita offre non solo un momento di spiritualità, ma anche una splendida vista sulla valle.

Malesco: porta della Val Cannobina

Nel pomeriggio, ci si sposta verso Malesco, borgo che segna il passaggio ideale tra la Val Vigezzo e la Val Cannobina. Qui si può passeggiare tra le case in pietra del centro storico, visitare la Chiesa di Santo Stefano con il suo campanile romanico e prepararsi per la giornata successiva. Malesco è anche un’ottima base per gli amanti del trekking, punto di partenza per numerosi sentieri che si inerpicano tra i boschi.

Secondo giorno: la Val Cannobina e il borgo scozzese di Gurro

La seconda giornata è dedicata alla scoperta della Val Cannobina, una valle più selvaggia e appartata, dove il tempo sembra essersi fermato.

Da Malesco a Gurro: immersi nella natura

Partendo da Malesco, la strada che risale la Valle Cannobina si snoda tra boschi fitti e torrenti cristallini. È un percorso che invita alla lentezza, con scorci panoramici che meritano più di una sosta fotografica.

Gurro: un angolo di Scozia tra le Alpi

Nascosto tra i monti, Gurro è la vera sorpresa di questo itinerario. Questo piccolo borgo custodisce una delle storie più affascinanti dell’arco alpino: qui sventolano bandiere bianche e azzurre, si celebrano tradizioni scozzesi e si tramanda una leggenda che diventa storia.

Il legame con la Scozia risale al Cinquecento, quando secondo la tradizione un gruppo di soldati scozzesi, dispersi dopo la Battaglia di Pavia del 1525, avrebbe trovato rifugio in questa valle appartata. Di quella presenza restano tracce evidenti: cognomi insoliti, elementi del dialetto locale che ricordano il gaelico, usanze tramandate di generazione in generazione.

Il Museo Etnografico di Gurro

Per comprendere appieno questa eredità unica, è fondamentale visitare il Museo Etnografico di Gurro e della Valle Cannobina. Piccolo ma curatissimo, il museo conserva abiti tradizionali, utensili di vita quotidiana, documenti storici e un’intera sezione dedicata al rapporto con la Scozia. Ogni oggetto racconta non solo il legame internazionale del borgo, ma anche la vita autentica di una comunità montana.

Un gemellaggio vivo

Negli anni, la connessione tra Gurro e la Scozia si è trasformata in un gemellaggio culturale ufficiale con diverse comunità scozzesi. Durante le celebrazioni, il borgo si anima di cornamuse, sfilate in costume e rievocazioni che uniscono simbolicamente le Highlands alle Alpi Lepontine. Tra le realtà più attive c’è il gruppo Amici di Gurro, che ogni estate organizza la tradizionale Festa della Montagna e altre iniziative che richiamano visitatori da tutta Italia.

Passeggiare tra i vicoli di Gurro

Dopo la visita al museo, il modo migliore per vivere Gurro è perdersi tra i suoi vicoli in pietra, lasciandosi avvolgere dal silenzio dei boschi circostanti. Ogni angolo racconta qualcosa: le case antiche, le fontane, i piccoli orti curati con passione. È un luogo da scoprire con passo lento e curioso, fermandosi ad ascoltare le storie degli abitanti, custodi di questa memoria straordinaria.

Sapori d’Ossola: a tavola tra alpeggi e tradizione

Un viaggio tra queste valli non sarebbe completo senza assaggiare i sapori della tradizione ossolana, dove la cucina di montagna incontra influenze piemontesi e suggestioni walser.

La Val Vigezzo è celebre per la sua mortadella di fegato, un salume dal sapore deciso e speziato, perfetto se accompagnato dal pane nero di segale (Presidio Slow Food di Coimo). Nelle trattorie locali non possono mancare gli gnocchi vigezzini e la polenta concia, arricchita con burro fuso e formaggi d’alpeggio, oltre a piatti a base di selvaggina come capriolo e cervo.

Tra le eccellenze casearie spicca il Bettelmatt, prodotto esclusivamente in sette alpeggi dell’Ossola (in Val Formazza e Valle Antigorio) superiore e considerato uno dei formaggi più rari e pregiati d’Italia. Altrettanto degni di nota sono la Toma Ossolana e del Mottarone.

Scendendo verso la Val Cannobina, i menù celebrano i funghi porcini in stagione e le antiche zuppe di castagne, che raccontano la storia di una valle che ha sempre vissuto dei frutti del bosco.

Il tutto va accompagnato dai vini DOC delle Valli Ossolane, come il Prünent (un antico vitigno Nebbiolo), e chiuso con un bicchierino di Genepy, il liquore ottenuto dalle erbe alpine che crescono sulle vette circostanti.

Informazioni pratiche

Come arrivare: La Val Vigezzo si raggiunge da Domodossola, mentre la Val Cannobina risale da Cannobio sul Lago Maggiore. Malesco è il punto di collegamento ideale tra le due valli.

Quando andare: La primavera e l’estate sono perfette per godere appieno dei paesaggi e partecipare agli eventi. In autunno i boschi si tingono di colori spettacolari e sono perfetti per ammirare il foliage

Dove dormire: Sia Santa Maria Maggiore che Malesco offrono diverse soluzioni di alloggio, da hotel a B&B familiari.

Info

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