Dal 6 marzo 2026 riaprono i giardini botanici sul Lago Maggiore e per la prima volta sarà visitabile anche la villa storica. Il Touring Club li ha scelti “in copertina” della guida “”L’Italia dei Giardini”
I giardini botanici di Villa Taranto sul lungolago di Verbania (tra Intra e Pallanza) sono uno di quei luoghi dove ogni visita è diversa. Questo perché colori, fioriture e atmosfere cambiano di settimana in settimana, in primavera, in estate e anche in autunno.
La primavera è il periodo migliore per ammirare le fioriture: a marzo sbocciano le prime bulbose, poi arrivano magnolie, camelie, azalee, rododendri. Ad aprile il labirinto di tulipani diventa una delle attrazioni più amate — oltre 80.000 bulbose in fiore, con varietà rare come il tulipano nero “Queen of Night”. In estate dominano la Victoria Cruziana, la grande ninfea tropicale sudamericana, le dalie (con oltre 300 varietà), le ortensie. In autunno i colori caldi delle foglie chiudono il cerchio in modo scenografico.
Il parco ospita oltre 20.000 varietà botaniche da tutti i continenti, su un territorio con un dislivello di circa 70 metri che crea microclimi molto diversi. Questo permette la coesistenza di specie tropicali, subtropicali, temperate e alpine nello stesso luogo — una rarità assoluta in Europa.
Quest’anno c’è una novità importante: per la prima volta sarà visitabile anche la villa che ha dato origine all’intero complesso.








Il riconoscimento del Touring Club
Di recente il Touring Club Italiano ha inserito Villa Taranto nella guida “L’Italia dei Giardini. Un sorprendente viaggio tra architettura e natura” — e li ha messi in copertina. Non è un riconoscimento da poco: è la conferma che questo posto è considerato tra i più affascinanti tesori verdi del nostro Paese, e che l’impegno dei gestori nella sua tutela e valorizzazione viene riconosciuto anche a livello nazionale.
Consigli per organizzare la gita a Villa Taranto
Villa Taranto è un posto pensato per tutti. Le famiglie con bambini si trovano benissimo: gli spazi sono enormi, i viali comodi, e durante l’anno vengono organizzate diverse attività per target diversi, dai più piccoli agli appassionati di botanica. Con 7 km di viali su 16 ettari, è un parco che si presta a una visita lenta e senza fretta.
In battello la visita ha l’aria di vacanza
Il modo miglio per arrivare a Villa Taranto è in battello. La Navigazione Lago Maggiore ha uno scalo diretto di fronte all’ingresso — la fermata si chiama proprio “Villa Taranto”. Si può abbinare la visita ai borghi della sponda piemontese: Verbania Pallanza è a due passi, ma vale la pena spingersi anche verso Cannobio o i Castelli di Cannero. Una giornata lenta, piena di bellezza.
La storia dei giardini botanici: nati per passione, donati alla collettività
Tutto inizia nel 1930, quando il capitano scozzese Neil McEacharn stava viaggiando da Venezia a Londra sull’Orient Express. Sul Times lesse un annuncio di vendita di una villa con parco sul Lago Maggiore. D’impulso decise di fermarsi a Pallanza. La posizione lo colpì subito: quel promontorio affacciato sull’acqua, la luce, il clima mite. Acquistò la proprietà — che si chiamava “La Crocetta” ed era stata edificata nel 1870 dal conte Orsetti — e la ribattezzò Villa Taranto in onore di un suo antenato, il maresciallo Macdonald, nominato Duca di Taranto da Napoleone.
Dal 1931 al 1940 trasformò il parco con lavori imponenti: terrazzamenti, sbancamenti, un sistema di irrigazione che pompa l’acqua direttamente dal lago. Fece spazio a boschi, bordure fiorite, laghetti, serre, viali panoramici. Importò piante da ogni angolo del mondo, molte delle quali arrivavano in Italia per la prima volta. Nel 1952 aprì i cancelli al pubblico, e nel 1962 donò l’intero complesso allo Stato italiano perché fosse conservato per sempre. È sepolto qui, in una cappella-mausoleo all’interno del parco.


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