È una vicenda straordinaria quella che ha inizio con una piccola colonia “vegetariana e di vita alternativa” fondata nel 1900 al Monte Verità. La trasmissione di Rai 3, “Passato e Presente”, condotta da Paolo Mieli, nei giorni scorsi ha dedicato una puntata interessante a questo luogo e ai personaggi che lo hanno frequentato nel Novecento
Il Monte Verità, in origine monte Monescia, è una collina che si erge sopra Ascona, in Canton Ticino e rappresenta da sempre un rifugio per chi cercava un modo di vivere diverso, lontano dalle convenzioni.
Oggi questo luogo ospita un grande albergo, un parco, un giardino del tè e un percorso museale che testimonia .
Qui la puntata di “Passato e Presente” dedicata al Monte Verità
Monte Verità: il rifugio delle utopie sopra Ascona tra storia e Bauhaus

Fondato da Henry Oedenkoven da Anversa, dalla pianista Ida Hofmann dal Montenegro e dall’artista Gusto Gräser, Monte Verità nasce inizialmente per la ricerca di un luogo dove ricevere benefici psicofisici.
La colonia era concepita originariamente come sanatorio, per via dell’esposizione al sole, della collocazione vantaggiosa e dell’atmosfera speciale che la pervadeva. Poteva rappresentare un’isola separata dove poter coltivare il benessere fisico e mentale. Nei primi anni del Novecento richiamò in Ticino numerose figure di spicco della cultura: intellettuali, filosofi e creativi, gli scrittori Hermann Hesse e André Gide, il coreografo Rudolf von Laban, gli psicanalisti Otto Gross e Carl Gustav Jung, accompagnati da aristocratici, libertari e tanti altri che immaginavano un modello sociale innovativo.
Nel 1927, sulla vetta della collina, l’architetto Emil Fahrenkamp realizzò l’hotel in stile Bauhaus su incarico del barone tedesco Eduard von der Heydt, banchiere e collezionista d’arte, nonché penultimo proprietario della collina.
Il mito dei “balabiott”
L’espressione “balabiott”, derivata dal dialetto e traducibile come “balla nudo”, rappresenta l’idea che nell’immaginario collettivo è stata a lungo collegata al Monte Verità. Ma chi erano realmente i “balabiott” e quali erano le loro attività?

Gli abitanti del Canton Ticino di allora guardavano con diffidenza le persone che si insediarono, più o meno stabilmente sulla collina. Si trattava degli esponenti di un gruppo molto variegato formato da anarchici, teosofi, artisti e letterati che agli albori del Novecento raggiunsero Ascona. Le visioni e gli ideali che li distinguevano ma anche alcune pratiche come il nudismo o la danza non convenzionale (da qui l’espressione balabiott) apparivano inusuali e ribelli per quell’epoca. La comunità del Monte Verità fu il centro di nuove forme di pensiero e di pratica di vita: dall’alimentazione vegetariana alla liberazione sessuale, dalla danza innovativa al femminismo, passando per la celebrazione della libertà personale e l’innovazione artistica.
In realtà confinare la vicenda delle comunità che popolarono il Monte Verità al mito dei balabiott costituisce una forte limitazione che non rende giustizia a quanto avvenne in quegli anni.
Un punto d’incontro tra arte e pensiero

Il Monte Verità ha accolto, importanti figure del panorama artistico, politico e intellettuale come Harald Szeemann, Herman Hesse, la coreografa e danzatrice Isadora Duncan, insieme agli artisti Marianne von Werefkin, Alexej von Jawlensky, Arthur Segal, i dadaisti Hugo Ball, Hans Arp.
Attualmente gestito dalla Fondazione che porta lo stesso nome, il Monte Verità costituisce una realtà multiforme composta da un complesso museale (che include Casa Anatta, Casa Selma, Casa dei Russi e il Padiglione Elisarion), un centro per convegni internazionali, una struttura alberghiera e un ampio parco. Annualmente offre un programma culturale con appuntamenti dedicati ad arte, filosofia, letteratura, musica, che riflettono le molteplici identità del luogo.


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